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Percorso storiografico di un antico paese

Tutti dati raccolti in tale percorso storiografico sono stati ricavati da vari testi e da documenti pubblici e privati, pubblicati nel tempo da diversi autori, che si sono interessati al territorio di Casal di Principe e al suo sviluppo. Tra questi F. Brunetti autore del “Profilo storico dell’urbanistica dalle origini del 700” CEDAM Padova. Altre consultazioni sono state effettuate da un testo di Florindo Ferro e da documenti di archivi storici della Parrocchia SS. Salvatore di Casal di Principe, come la “Planimetria del paese” (disegno libero non in scala) del 1796. Nella speranza che questi brevi cenni storiografici sul nostro paese possano essere utili, ringraziamo tutti coloro che nel passato ci hanno lasciato delle testimonianze, o quantomeno dei documenti, confidando che in futuro si possano ampliare le conoscenze delle nostre origini e delle nostre tradizioni.

La precisa origine degli abitanti di Casal di Principe è sconosciuta per la mancanza di documenti.
Le più antiche notizie ci pervengono da ritrovamenti archeologici nei territori di Casaluce e Lusciano, esposti al Museo Campano di Capua.
Le piccole comunità erano prevalentemente contadine e organizzate socialmente: gli uomini andavano a caccia e curavano la terra, le donne, invece, avevano il compito di aiutare gli uomini al momento del raccolto, di conservare prodotti agricoli e di accudire gli animali.

Vi sono diverse ipotesi sulla nascita del popolo casalese.
Pare che i primi abitanti avessero avuto origine dalla distruzione dell’antica vicina Literno (Liternum), da parte dei barbari. Il popolo vagò intorno alle circostanti campagne, dando luogo ai ‘Locus”, da uno dei quali dovette iniziare Casal di Principe. Non va dimenticata, inoltre, l’influenza dei greci ideatori di quel particolare fenomeno migratorio volontario, in base al quale portavano gruppi di cittadini in territori anche molto lontani, al fine di fondare nuove città ed aprire nuovi orizzonti commerciali.
La colonizzazione si estese lungo il nostro litorale dando vita ad altri centri, come la città di Cuma. Grazie alle influenze culturali etrusche e greche le genti del luogo trovarono un’unità che le accomunò dando vita al popolo Osco.
Gli Osci avevano nel tenitorio di Frignano vari villaggi, la cui popolazione era divisa in tre classi sociali principali: ricchi, contadini e schiavi. Nonostante Casal di Principe sorga in prossimità di ritrovamenti etruschi (tombe situate verso la stazione di Albanova) ne mancano le testimonianze, infatti, in passato, dei predatori hanno trafugato tutto ciò che avrebbe potuto rappresentarne valida prova. A causa di ciò, i soli documenti che attestano la veridicità della storia di Casal di Principe sono in massima parte in possesso delle famiglie fondatrici.
Casal di Principe era feudo nobile e già il nome “Casale” dà l‘idea di un mucchio di case contadine sorte intorno all’abitazione del signore. Si evince che si trattasse di una comunità un tempo soggetta al principe.

Casal di Principe sorgeva nelle vicinanze del fiume Claino, che formava zone paludose e vasti pantani. Viene considerato un comune ex-feudale. Esso fu infeudato dai Longobardi. I fratelli Guglielmo, Francesco, Simone e Giaquetto Stendardi lo possedettero insieme.

Il primo documento medievale inerente a Casal di Principe si trova in un registro di re Carlo II d’Angiò, del 1306. Guglielmo Stendardo aveva comprato il casale detto “di Principe” nel territorio di Aversa il 4 Marzo 1320. Da un diploma si evince che il terzogenito, Raimondo Aurilia, abbia ereditato Casal di Principe dal padre Girello Aurilia (oppure Girello Origlia). Tale diploma porta la data 12 Maggio 1404.
Successivamente, Alfonso I risiedette a Casal di Principe ove scrisse un atto nel quale dichiarava che i suoi nipoti nobili, Luca, Diomede e Onofrio Gargano, godessero e possedessero i boschi e i prati di Casal di Principe e potessero pascolarvi gli animali, come era uso del luogo. I contadini che coltivavano le terre di Casal di Principe non vi volevano rinunciare, né di diritto né di fatto.
Ancora, leggiamo che il Re Ferrante d’Aragona conferì a Luca e a Marino Gargano d’Aversa il feudo di Casal di Principe. Da un registro si desume che il Re Carlo concedeva ai nobili di Leutillat e Fontana tutti i beni di Giacomo Gargano.

Nel 1524 dal viceré D. Ciarles de Noj fu venduta la giurisdizione di Casal di Principe per metà a Paolo Gargano e per un quarto a Margherita del Tufo. Nel 1540 Giovanni Gargano successe a Paolo che donò la metà di Casal di Principe a suo zio Tommaso.
Nel 1569 Giovanni Francesco Gargano comprò dalla Reggia Corte l’altra quarta parte di Casale. Si suppone che nel 1758, con la venuta di D. Giuseppe De Rossi, il feudo passasse a Ducato.
Nel 1795, veniva dichiarato Duca di Casal di Principe, D. Alfonso Sanchez de Luna ( di famiglia originaria della Spagna). Il D. Sanchez de Luna fu l’ultimo duca e barone di Casal di Principe.
Nel 1811 Casal di Principe era circoscritto (con confini) da un lato da Ponteannecchino, dall’altro lato dai Regi Lagni e da una terza parte con il territorio del Fratello del Duca di SantArpino.

Da un censimento emerge che nel 1771 la popolazione di Casal di Principe era costituita da 2011 abitanti, di cui 984 maschi e 1027 femmine, tutti dediti all’agricoltura e alla pastorizia. Inoltre, si dedicarono alla produzione del vino asprino, specialità della zona, che veniva conservato in grotte sotterranee in grandi botti.
A causa del territorio paludoso, la popolazione spesso si ammalava di malaria, che decimava la gente e i raccolti.

Il territorio di Casale fu trasformato da terreno acquitrinoso ad un vasto territorio boschivo, mediante grosse opere di bonifica iniziate nel 900.

Il corso principale del paese, fin dal 1800 era stato una via d’acqua che fungeva da torrente, ma con il Regno dei Borboni di Napoli, iniziò e terminò l’apertura dei Regi Lagni, che raccoglievano le acque piovane.
Nel 1805 la popolazione aumentò di poco ma l’ignoranza e la povertà dilagarono tanto, che alcune persone, per sopravvivere, dovettero darsi al furto di bestiame o al banditismo. In conseguenza di ciò, sia a Casal di Principe che in tutto l’agro aversano, prese piede il “brigantaggio”.

Vi era anche un forte indice di analfabetisnio. Solo nel 1920 la scuola migliorò, aumentando il numero dei suoi studenti.
L’8 maggio 1928, Casal di Principe, S. Cipriano d ‘Aversa e frazione di Casapesenna si unirono in un solo comune, che prese il nome di “Albanova”,  scindendosi nei decenni successivi con propria autonomia comunale.

Attualmente la città è una delle più vive e presenti della provincia di Caserta e raggiunge circa le 20.000 unità, diventando un centro propulsore del commercio e dell’imprenditoria in genere, a discapito della sua tradizione contadina, che è detenuta solo in piccola parte, da proprietari terrieri locali.

Molto importante è la produzione di mozzarella DOP, che viene esportata in tutto il mondo.

Si ringrazia per la collaborazione:
 la Scuola Secondaria di primo grado “Dante Alighieri”:
 gli alunni, i genitori, i collaboratori scolastici;
il C.S.A. di Caserta;
 il parroco della Parrocchia del
 “SS. Salvatore” Don Carlo Aversano.



 




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